Kitabı oxu: «Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni»

Şrift:

A. Debay

Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni


Pubblicato da Good Press, 2020

goodpress@okpublishing.info

EAN 4064066073473

Indice

CAPITOLO I.

Definizione del piacere.

GAPITOLO II.

La giovinezza ed i suoi piaceri

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

CAPITOLO III.

Dell'amor fisico

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte terza.

Parte Quarta.

CAPITOLO IV.

CAPITOLO V.

Parte Prima.

Parte Seconda.

CAPITOLO VI.

Parte Prima.

Parte Seconda.

CAPITOLO VII.

Mali derivanti dai piaceri solitari.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

CAPITOLO VIII.

Della donna e dei piaceri che offre.

CAPITOLO IX.

Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

Parte Quarta.

Parte Quinta.

CAPITOLO X.

Igiene dei piaceri venerei.

Parte Prima.

Parte Seconda.

CAPITOLO XI.

Età virile e i suoi piaceri.

Parte Prima.

Parte Seconda

Parte Terza.

Parte Quarta.

Parte Quinta.

CAPITOLO XII.

Nubilità—Età matura.

CAPITOLO XIII.

Igiene dell'età matura.

CAPITOLO XIV.

Prima vecchiaia.

CAPITOLO XV.

Dell'erotismo nella vecchiaia.

CAPITOLO XVI.

Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.

CAPITOLO XVII.

Seconda vecchiaia

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

CAPITOLO XVIII.

Dei sensi.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

CAPITOLO XIX.

Dell'udito

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

Parte Quarta.

CAPITOLO XX.

Dell'odorato

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

Parte Quarta

CAPITOLO XXI.

Del gusto.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

GAPITOLO XXII.

Del tatto.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

CAPITOLO XXIII.

Rapporti tra le quattro parti del giorno e le quattro stagioni.—Loro influenza sull'economia umana.

Il Mattino.

Il Mezzogiorno.

La Sera.

La Notte.

CAPITOLO XXIV.

Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.

Parte Prima.

Parte Seconda.

Parte Terza.

Parte Quarta.

Fine.

INDICE

CAPITOLO I.

Indice

Definizione del piacere.

Indice

La vita dell'uomo è un misto di piaceri e di dolori. Queste due sensazioni del pari forti e diametralmente opposte si agitano nell'animo umano, lottano incessantemente tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben di rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua natura ardente, vivace cerca sempre ed ovunque il piacere, come lo stato nel quale egli meglio può gustare la vita, usandone però moderatamente. E per piacere intendo accennare a qualunque aggradevole sensazione che faccia presa sui nostri sensi. Così chiamerò piacere le ebbrezze voluttuose di amore, come le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere più forte, più vivo a quello più debole sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno mai da questa grande classificazione, cioè piaceri sensuali e piaceri morali. Inutile pure il dire che i generi sono infiniti.

I piaceri fisici o sensuali, quantunque più ricercati, sono quelli che meno restano impressi, anzi cercano col cessare dell'eccitante che li ha prodotti. I piaceri morali sono i più puri, sono quelli che giammai si cancellano dall'animo.

I diversi generi di piaceri però sono prodotti da varie cause. Dalla condizione sociale, dal temperamento nervoso, dall'educazione, dai climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso, dallo stato di salute, ecc. Come ben si può scorgere a priori un vecchio ottuagenario non ricercherà i piaceri vivaci e focosi della gioventù. Diversi saranno i piaceri che si ricercheranno in inverno ed in estate, in città ed in campagna. Come pure diversi sono i piaceri dell'amore da quelli della mensa; quelli della caccia da quelli del riposo, ecc.

Molto agisce sui piaceri anche il temperamento; infatti lo stesso piacere farà una più viva impressione sul temperamento nervoso che sul linfatico.

La nostra vita è dunque un complesso di piaceri e di dolori. L'indifferenza che tanti definiscono uno stato intermedio fra il dolore ed il piacere, raramente si scontra nella vita.

Il piacere può anche dirsi il possesso dei beni che si desiderano, il dolore la loro privazione. E siccome tutti nella loro vita desiderano, così tutti potranno andar soggetti alla realizzazione di questi desiderii o alla loro privazione. E questa asserzione è puramente pratica. Non è forse un piacere il riposarsi quando si è stanchi? Il mangiare, il bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare ed essere riamato dal nostro ideale, poter sacrificare a lei tutto perfino la vita, non è forse una dolce soddisfazione, non è forse un piacere? Soccorrere l'infelice, consolare l'afflitto, morire per la patria, per un'anima bella non son forse piaceri? E se questi lo sono, la negazione di essi non produce dolore nell'animo nostro?

Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere e sempre fugge il dolore. Questo non ha bisogno di dimostrazione. Anche i bruti per istinto cercano la gioia, le sensazioni gradevoli. Eccetto nel caso d'una perversione di istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno quello che può loro nuocere.

Non mi si accusi però di voler fare l'apologia del piacere o del sensualismo. No; una accusa di tal genere classificherebbe subito chi la lancia per un'anima poco elevata. Il piacere è anche morale, diss'io; e del resto, anche gustando i fisici, sempre però con riservatezza, è un bene.

Un uomo che sente dignità di se stesso non abusa dei piaceri sensuali, perchè ha anche la cognizione di sapere che, oltrepassato un dato limite, diventano dannosi. È forse male gustare l'odore grato d'una mammola, il delicato sapore d'un frutto maturo? È forse male amare onestamente una vaga fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente supremo ci ha largiti questi beni affine di sollevare lo spirito nostro dalle fatiche del lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo?

Uno dei più dolci incanti della vita è la unione dei piaceri dei sensi al godimento dello spirito, perchè ci sollevano come in un mondo incantato, tutto nuovo per noi. Guai però a chi si lascia trasportare dal piacere. Esso non deve mai essere un bisogno, una abitudine, un vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe al livello del bruto, perchè soffocherebbe in noi qualunque altro lodevole sentimento. Quanti uomini che, dominati da un piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia analogia coll'animale, cui li assimila la loro inclinazione!....

I piaceri sensuali avviliscono ed annientano l'uomo! Quanti uomini d'ingegno non si sono per questo completamente abbrutiti. Basterà citare il romano Antonio. Non avrebbe egli vinto Ottavio se un amore cieco non lo avesse gettato fra le seducenti braccia della regina Cleopatra!

Da questo capitolo deduciamo dunque la morale seguente: gustiamo i piaceri leciti con somma prudenza; mai non lasciamoci dominare da essi. Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando altri, pregiudicherebbero noi stessi. Non vuotiamo per intiero il calice del piacere; dopo questo viene l'ebbrezza, la sazietà, il dolore.

Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci alle nozioni d'igiene che verranno esposte in questo libro.

GAPITOLO II.

Indice

La giovinezza ed i suoi piaceri

Indice

Parte Prima.

Indice

Adolescenza—Pubertà.

Adolescenza e sua igiene.—Questa bella età che si rimpiange sempre ha i suoi piaceri innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi consistono in giuochi meno o più rumorosi, come il salto, le corse, la ginnastica, la danza, il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri che, quando non affaticano di soverchio il fanciullo, sono giovevoli; perchè irrobustiscono i suoi muscoli; gli allargano il torace, consolidano la sua salute e lo rendono agile e destro.

Le malattie e le indisposizioni che affliggono questa età sono le bronchiti, i mali di gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali, i colpi, le cadute, ma principalmente i flussi di ventre e le indigestioni. Quando le prime cure materne non bastano a guarire il giovinetto, allora la prudenza esige di chiamare il medico, perchè è meglio prevenire una malattia che guarirla. Secondo i casi giova all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti.

I mali di corpo e le coliche provengono dalla ghiottoneria propria a questa età; dal mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal rodere gli acerbi.

Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni provocate da zuccherini, confetti, pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare di non guastare lo stomaco sì da bambini. Quando dopo qualche malattia il fanciullo non si corregga, bene è d'uopo che i genitori gli facciano una continua vigilanza, perchè la malattia si rinnoverebbe con somma facilità.

Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi i tristi effetti dell'ingordigia, massime poi alle giovinette, perchè le chicche tolgono loro la giovanile avvenenza e la seducente freschezza.

Pubertà.—La pubertà è l'età nella quale una grande rivoluzione s'opera nel corso della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è l'età nella quale ci si schiude davanti un orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra color di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri, degli affetti più vivi; è l'epoca nella quale la fervida immaginazione ci trasporta, in cui si fanno mille castelli in aria; castelli che pur troppo si sfasciano al primo vento glaciale del nord. Eppure si è felici, o per lo meno molti lo sono, perchè adulti si rimpiange questa fase della vita nella quale cominciano a far capolino i prodromi di potenti fenomeni organici che la pubertà non indugia a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da quest'epoca, domina tirannicamente il nostro essere. E ciò ha voluto natura per mantenere il suo fine: la propagazione della specie.

Innumerevoli sono i piaceri di questa età perchè è appunto nella pubertà che lo spirito nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti, di forti impressioni.

Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti, i teatri sono piaceri che attraggono la gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore al quale è bene mettere un freno. Infatti essi ponno e moralmente e fisicamente riuscire dannosi alla gioventù.

Fisicamente potranno nuocere non usando tutte quelle precauzioni che pur troppo in queste occasioni, nelle quali si è esaltati, non passano nemmeno per la testa. Infatti il subitaneo passaggio dal caldo al freddo o viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga al corpo, le soppressioni totali o parziali di una esalazione, di una evacuazione sono cause di affezioni polmonari acute, di irritazioni intestinali, di dolori addominali, di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi dopo un po' di tempo od anche istantaneamente.

Moralmente potranno nuocere se il carattere del giovinetto è molto impressionabile. È cura dei genitori il preservarlo da questi pericoli. Non che io dica di privare affatto il giovane da qualsiasi divertimento suaccennato, dal teatro, per esempio, no. Ma aver cura, se si tratta del teatro, di sapere a quale produzione assisterà il giovane. Infatti non resterebbe male impressionato se assistesse ad una produzione nella quale l'amor coniugale si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio ad un eletto sacrificio da parte della donna?... Nella quale si passano in rassegna le turpitudini di qualche scellerato? Allontanatelo dunque da questi luoghi equivochi, ma però accompagnatelo là dove delle produzioni morali inspireranno nel suo cuore il sentimento del buono, del vero e del bello.

Inoltre un piacere pericoloso pei giovani è il pubblico ballo, maggiormente quello di una grande città, dove vi si slancia una folla ardente e vivace, avida di trovare il piacere nell'ebbrezza della danza.

Però i genitori potranno accompagnarvelo se il desiderio di curiosità del figlio loro si mantenga come un'idea fissa.

I piaceri che si provano invece frequentando le feste di famiglia ed i piccoli giuochi di società sono molto più innocenti e dovransi accordare di buon grado perchè sollevano lo spirito giovanile.

È in queste riunioni che il giovane si reca volentieri perchè sa di trovare l'oggetto dei suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili. La danza per questa età è un divertimento carissimo, perchè possono far pompa della loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione nascente, che se si mantiene nei limiti è una leggiera alterazione dell'amor proprio. A questi convegni intervengono sempre amici di casa, per cui la decenza e il pudore non hanno nulla a soffrire. Ne risulta quindi una gaiezza sincera e scevra di qualunque fine secondario.

Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi generi di piaceri fisici e morali. Raccomandiamo alla gioventù i piaceri morali, perchè oltre all'essere incancellabili, sono di utilità grandissima agli altri, e lasciano nell'anima una soddisfazione ed un contento grandissimo. Eccone un esempio.

Un beneficio è sempre ricompensato.
RACCONTO.

Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al suolo. A tal vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia smunta e macilente di quel giovane infelice domandò alla folla che gli era accaduto. È ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma per carpirci qualche soldo; è colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo esaminò attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il poveretto:

—Largo, signori, concedetegli un po' di aria; quest'uomo è estenuato dalla fame.

E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini:

—Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina osteria; gli faremo ingoiare qualcosa.

E seguiti dalla folla che benedicevano quel giovane pietoso, entrarono, e deposto l'affamato su una banca, Edmondo domandò una tazza di brodo e un bicchier di vino del più buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò un po' la testa e compreso cosa eragli accaduto:

—Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio ve ne compenserà.—E a lenti sorsi trangugiò il resto della bevanda ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiamò l'oste, gli diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.

Intanto l'ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s'era impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò a casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L'indomani a' suoi amici, che gli domandavano perchè non era intervenuto a una così bella gita, raccontò il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una così rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d'una scampagnata.

—Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domandò un amico.

—Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli.

—Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese, puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben fornita, ma io la metto a tua disposizione!...

Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ciò che le pareva colpevole. L'aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l'esercito disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di là colle proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti, non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni. E presolo per mano gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un amico del povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di fame» E rivoltosi al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò a casa, questo quartiere non è sicuro per voi!» Quell'operaio era l'affamato dell'osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval!

Parte Seconda.

Indice

I piaceri della giovinezza e loro igiene.

Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un limite ad esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, e sono il più delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per l'intiera vita.

Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un eccesso nel mangiare o nel bere?

Come si disse poi nel capitolo precedente bisogna tener calcolo anche del luogo, delle stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. Non tutti i luoghi sono adatti al benessere del nostro temperamento, e sono a fuggirsi i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana causa di febbri dolorose. Anche le stagioni influiscono sui generi dei piaceri, come pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e ritrarre giovamento intervenendo ad una partita di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto, se non in giorni sereni e in luoghi salubri. Un consiglio che i giovani dovrebbero sempre ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, anche sentendo il più stimolante bisogno, quando si è corso, saltato, fatto esercizi ginnastici, perchè, sopprimendo istantaneamente la traspirazione, si va incontro a malattie molto pericolose. Altresì, per la stessa ragione, non si deve esporsi ad una corrente d'aria fissa. Tenetevi fisso nella memoria questo consiglio se un giorno o l'altro non volete che, a seconda del vostro temperamento più o meno debole, essere assaliti da reumi, da flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola e da altre di queste forti indisposizioni che tutte provengono dalla soppressione istantanea della traspirazione. Quanti che per aver trascurato questi precetti si rovinarono per tutta la vita!....

I piaceri poi non devono essere spinti fino alla fatica, altrimenti diventano nocivi. Anche l'amore allo studio deve essere frenato, perchè un'occupazione continua logora gli organi. Così gli studi che esigono una posizione incomoda devono essere di poca durata. Tali sono il disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.

Anche la musica vocale riesce dannosa a coloro che si sforzano, o che ripetono intempestivamente esercizi che non sono alla loro portata, perchè le corde vocali logorandosi si può perdere del tutto quella voce che per tanti è la loro vita.

È dunque meglio che tali studi si ripetano spesse volte nel giorno, piuttosto che sacrificare ad essi delle ore intere.

Janr və etiketlər

Yaş həddi:
0+
Litresdə buraxılış tarixi:
16 yanvar 2025
Həcm:
100 səh. 1 illustrasiya
ISBN:
4064066073473
Naşir:
Tərcüməçi:
Müəllif hüququ sahibi:
Bookwire
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