Kitabı oxu: «La trilogia di Dorina: Commedia in 3 atti»
Gerolamo Rovetta
La trilogia di Dorina: Commedia in 3 atti

Pubblicato da Good Press, 2022
EAN 4064066087920
Indice
PERSONAGGI
ATTO PRIMO
SCENA I.
SCENA II.
SCENA III.
SCENA IV.
SCENA V.
SCENA VI.
SCENA VII.
SCENA VIII.
SCENA IX.
SCENA X.
SCENA XI.
ATTO SECONDO
SCENA I.
SCENA II.
SCENA III.
SCENA IV.
SCENA V.
SCENA VI.
SCENA VII.
ATTO TERZO
SCENA I.
SCENA II.
SCENA III.
SCENA IV.
SCENA V.
SCENA VI.
SCENA VII.
SCENA VIII.
SCENA IX.
SCENA X.
PERSONAGGI
Indice
DELL'ATTO PRIMO
DORINA
NICCOLINO
Don LUIGI D'ALBANO
La Marchesa FULVIA
ADELINA
TERESA
EDOARDO COSTANTINI.
La scena è in una villa di Lombardia.
DELL'ATTO SECONDO
DORINA
NICCOLINO
Don LUIGI D'ALBANO
La signora ISABELLA
Il maestro COSTANTINI.
La scena è a Milano.
DELL'ATTO TERZO.
DORINA
NICCOLINO
Don LUIGI D'ALBANO
SANTANERA
Un ufficiale di cavalleria
GIUSEPPINA.
La scena è a Roma. — Epoca presente.
ATTO PRIMO
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Sala terrena nella villa della marchesa Fulvia. Molte piante, molti fiori. In fondo il giardino. Porte laterali con portiere. La comune nel fondo.
SCENA I.
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Un cameriere precede un servitore che porta il vassoio del caffè. Il servitore dietro le indicazioni del cameriere depone il vassoio sopra un tavolino in mezzo alla sala, vicino al sofà. Quando tutto è pronto il servitore resta dietro il tavolino e il cameriere si avvicina ad una porta di sinistra, ne alza la portiera e la tiene alzata per un momento finchè entrano i signori.
SCENA II.
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La piccola Adele, dai 10 ai 12 anni, corre in fondo alla scena dove c'è un tavolo con una grande bomboniera. La marchesa Fulvia, Dorina, Luigi, Niccolino, poi il maestro Edoardo Costantini.
NICCOLINO
(parla con grande vivacità con Dorina).
MARCHESA
(a Luigi) Ho ordinato di portarlo qui il caffè: è più allegro!
LUIGI
Benissimo, sempre, zia.
MARCHESA
(vedendo l'Adelina che prende i dolci) Basta, Adelina! Hai capito?... Basta! (l'Adele si avvia per uscire) Non voglio... — Oh sì!... Va come il vento!
LUIGI
Ha più coraggio di noi.
MARCHESA
L'Adele mi diverte e voi no, l'Adele è carina, e voi...
LUIGI
E noi, no!
DORINA
(aiutata da Niccolino mette lo zucchero nelle tazze, ecc).
NICCOLINO
Che importa! Non ho più paura della mamma!
(Niccolino porta la tazza alla marchesa che risponde ringraziando con un cenno del capo. Dorina porta il caffè a Don Luigi).
LUIGI
Oh, tante grazie, signorina Dori!
DORINA
(mettendo due palle di zucchero in una tazza e mostrandola al Costantini) Così, va bene?
COSTANTINI
Si figuri... (è impacciato, vorrebbe versare il caffè nel piattello, ma poi vede che gli altri lo bevono dalla tazza, fa lo stesso e si scotta).
DORINA
(offrendo la tazza a Niccolino) È in collera?
NICCOLINO
(con ira gelosa) Quell'imbecille è innamorato di lei!
DORINA
(ridendo) Oh povero signor Edoardo!
MARCHESA
(a Costantini, forte) Il maestro Costantini non è di Milano, mi pare?
COSTANTINI
(vorrebbe rispondere, ma per la confusione il caffè gli va in gola di traverso e risponde tossendo, con cenni del capo). Di... di... Livorno!
LUIGI
(alla Marchesa sedendosi vicino sul canapè) Maestro... di che cosa?
MARCHESA
(forte, come presentando il Costantini a Luigi) Di pianoforte: il maestro Edoardo Costantini: sostituisce il Bazzaro che è ammalato.
LUIGI
(come per ricordarsi) Costantini... Costantini... Ci deve essere un altro Costantini, ma molto più vecchio di lei?
COSTANTINI
(subito) Sissignore: maestro di canto: è mio zio. Oh era un famoso tenore, — ha cantato anche alla Scala... (con grande naturalezza ed ingenuità) ma poi, perduta la voce, si diede all'insegnamento e tiene pensione per lirici e... affini!
LUIGI
(al Costantini che gli è rimasto dinanzi sorridendo un po' goffamente) Bravo! Bisogna diventare celebre come lo zio!
COSTANTINI
Sono fallito nel cantino!... Vorrei avere il talento e la voce della signorina! (parla di Dorina con entusiasmo e la guarda con passione).
LUIGI
(sorridendo) Per fare anche lei la prima donna? (prende la tazza vuota della Marchesa e la porta verso il tavolino del caffè).
(Il cameriere gli va incontro per prenderla. Cameriere e servitore raccolgono le tazze — portano via il servizio del caffè. — Intanto il maestro Costantini gira intorno alla Dorina guardandola come un innamorato).
NICCOLINO
(a Dorina) Quello sciocco mi urta i nervi. Ho sentito, sa, che cosa le ha detto a colazione.
DORINA
(sorridendo) Davvero?
NICCOLINO
(rifacendo comicamente il Costantini) Verrà con noi fino alla stazione di Oldrate? Venga, signorina Dori! (con forza) Lei non ci andrà, la prego.
DORINA
(con dolore — vivamente) Oh sì, mi lasci accompagnare la mamma!
NICCOLINO
Faccia questo sacrificio; sarà la prova che non le sono antipatico!
MARCHESA
Signorina Dori, badi che l'Adele non prenda troppo sole! (al Costantini) È l'ora della lezione? (guardando l'orologio) Manca mezz'ora. (Costantini fa un cenno affermativo).
DORINA
(fa per uscire. Niccolino siede sul sofà in faccia alla Marchesa).
MARCHESA
(a Dorina) La signora Teresa ha proprio fissato di ritornare oggi a Lugano?
DORINA
Partirebbe col signor Edoardo, si fermerebbe stasera a Milano, e domattina...
COSTANTINI
(interrompendola) L'accompagno io fino a Chiasso.
DORINA
Sono più contenta, così la mamma non fa tutto il viaggio sola, alla sua età...
MARCHESA
È una brava persona questo nostro caro maestro!
DORINA
Allora permette che faccia venire la mamma? Vorrebbe ringraziarla.
MARCHESA
Sì, ma c'è tempo!... Adesso la signora Teresa non avrà ancora finito di fare colazione. Verrà con suo comodo. — E se vuol andare lei fino ad Oldrate ad accompagnarla...
NICCOLINO
(sta attento a Dorina).
DORINA
(un po' titubante) Ma... oggi... viene don Filippo per la lezione di Storia...
NICCOLINO
(sorride con soddisfazione).
MARCHESA
Oh, povera Adele! (a Luigi) È piena di talento quella bimba!
COSTANTINI
(umilissimo) Domando il permesso...
MARCHESA
(gli fa un cenno di commiato. Il Costantini inchinandosi anche dinanzi a Luigi e a Niccolino, esce dietro alla Dorina).
MARCHESA
(cercando nel cestino dove prende un piccolo giubboncino che lavora all'uncinetto: a Niccolino) Non vai fuori oggi coi cavalli?
NICCOLINO
(svogliatamente, sdraiandosi sul canapè) Oggi no: mando Francesco solo.
LUIGI
(seduto accanto alla Marchesa, guardando il suo lavoro) È un giubboncino per la bambola dell'Adele?
MARCHESA
Oh che!... È per i miei poveri!
LUIGI
(spiegandolo) Avara di una zia! Ti sei tenuta i poveri più piccoli!
MARCHESA
(ridendo e percuotendolo sulle mani coll'uncinetto) Dio, la gente di spirito! (volgendosi a Niccolino) Animo!... fa qualche cosa; va a dire a Don Filippo che si ricordi di venire per la lezione e che oggi si fermerà a pranzo! (a Luigi) Lo invito per te, sai, pessimo soggetto, per il tuo trionfo. Che puzzo, quel sant'uomo! (a Niccolino) Lo farai mettere a tavola vicino al signor Giuseppe.
NICCOLINO
(mette il giornale, che aveva in mano, sul tavolo, stira le braccia, sbadigliando, ma non si alza).
MARCHESA
Su, coraggio!... Uno... due...
NICCOLINO
(Si alza).
MARCHESA
Oh... e tre! (vedendo Niccolino che si avvia per una porta di fianco) Dove vai?
NICCOLINO
A prendere le sigarette. (va via).
SCENA III.
Indice
La Marchesa e don Luigi, poi Dorina e l'Adele che passano in fondo al giardino infine Costantini.
MARCHESA
Mi urta i nervi a vederlo così svogliato, così cascante. Nessuna vita, nessuna passione.
LUIGI
Nemmeno per la signorina Dori?
MARCHESA
(vivamente) Sei matto, Luigi? — Non dirle nemmeno certe cose!
LUIGI
È carina, sai; molto carina! Troppo carina per essere una... un pedagogo!
MARCHESA
Niccolino, ancora, non pensa altro che al sarto! Tutto il suo studio è di fare il falso inglese a piedi e a cavallo! — Ma ho un'idea per metterlo a posto e volevo parlartene.
LUIGI
Sentiamo, zia.
MARCHESA
(lo guarda, poi ad un tratto) Dargli moglie.
LUIGI
Può essere un'occupazione come un'altra, ma se si annoia facilmente, una moglie sola mi pare un po' poco per distrarlo!
MARCHESA
Non dire sciocchezze.
LUIGI
La sposa, è bellina?
MARCHESA
Non è una gran bellezza, ma come moglie può passare.
LUIGI
Mi spaventi! — Chi è?
MARCHESA
Indovina.
LUIGI
(pensando) Di bruttine ce ne sono parecchie.
MARCHESA
Un bellissimo nome e una grande fortuna (Luigi non indovina) La Giulia Monleone!
LUIGI
(vivamente) Oh no, no, povero Niccolino!
MARCHESA
È un gran nome... due milioni, e infine è anche di una bontà straordinaria, e tutto ciò rimane, mentre la bellezza è come un buon odore: o svanisce o se ne fa l'abitudine.
LUIGI
Si fa l'abitudine al buon odore, ma non al cattivo, zia! (Dorina coll'Adele che le si appoggia al braccio attraversano il giardino. La Marchesa e Luigi non le vedono perchè seduti in modo da voltare le spalle alla comune.)
LUIGI
(continuando) Per il gran nome, Niccolino ha il suo; e danari pure.
MARCHESA
Non tanto quanto si crede. I possidenti sono i poveri d'Italia; pagano per tutti! — Ricordalo, tu che fra quindici giorni sarai deputato.
LUIGI
Accetto l'augurio! — Al povero Niccolino resteranno sempre settanta od ottanta mila lire di rendita: abbastanza per tirare innanzi, finchè trova un impiego. E il tuo? non lo conti, avaraccia d'una zia?
MARCHESA
Io devo pensare all'Adele: è figlia della mia povera figliuola, e non è ricca.
LUIGI
Questa non è una buona ragione per sacrificare Niccolino.
MARCHESA
Sacrificare!... Sei un osservatore superficiale. Alle corte: tu non ti senti di dare la notizia a Niccolino e di prepararmi il terreno?
(Costantini entra dal giardino camminando in punta di piedi).
COSTANTINI
Con...per...messo... prendo la musica
MARCHESA
Faccia pure, maestro. (a Luigi) No?.. Non ti senti di parlarne a Niccolino?
(Costantini, sempre camminando in punta di piedi, prende la musica e va via).
LUIGI
(impacciato) Non posso fermarmi. Ho il consiglio provinciale, poi una seduta... importantissima. — Poi domani è anche l'onomastico di Donna Maria. Infine ho i miei elettori da... sbalordire!
MARCHESA
(cerca e fruga in un cestino).
LUIGI
Che cerchi, zia?
MARCHESA
Un altro crochet; me lo aveva portato ieri il signor Giuseppe. (Luigi si mette a cercare. La Marchesa ad un tratto gli batte sopra una spalla) Ohi, Gigino! Sai che cosa mi ha detto il signor Giuseppe?
LUIGI
(la guarda inquieto).
MARCHESA
La frazione di Oldrate è ricalcitrante!
LUIGI
(vivamente) Come mai?! Se è in mano tua!
MARCHESA
La candidatura Guglielmi guadagna terreno.
LUIGI
(vivamente irritato) Perchè il signor Giuseppe è un ingenuo che non sa fare, che non sa muoversi, che... (si ferma, guarda la Marchesa e dà in una risata) Ah, zia zia, perfida zia! (la Marchesa ride) Oldrate è una minaccia, un compromesso: tu porti la mia candidatura a Oldrate, ma io dovrei portare Niccolino alla Giulia?
MARCHESA
(con finto stupore) Mi crederesti capace di corruzione elettorale?
LUIGI
(contento) Il fine giustifica i mezzi. (serio, sospira) Dunque... povero Niccolino?
MARCHESA
Ma è un matrimonio da accettare a braccia aperte!
LUIGI
Direi piuttosto... ad occhi chiusi!
MARCHESA
Senza tanti discorsi, vuoi parlarne a Niccolino sì o no? Gli amici, sai bene, hanno sempre più influenza delle mamme.
LUIGI
Proverò, con tutta la mia eloquenza.
MARCHESA
No, per carità! Dirai soltanto a Niccolino che la Monleone a te piace, che ti piace molto.
LUIGI
Zia... non si devono dire altro che le bugie credibili!
MARCHESA
È ciò che più preme. Se Niccolino si convince che la Monleone piace a te, piace subito anche a lui.
LUIGI
(con rassegnazione) Allora... la troverò... piccante!
Pulsuz fraqment bitdi.